Tornimparte, luogo di grande operosità , di radicate tradizioni democratiche, di solidarietà diffusa, di forte consuetudine alla partecipazione attiva, comune con notorie vestigia storico- pittoriche, aperto alla presenza e ai rapporti con popoli e culture diverse; centro di attività culturali e scolastiche. Le sue tradizioni democratiche e morali sono solide e da sempre hanno trovato fondamento nella lealtà, schiettezza e solidarietà dei suoi cittadini manifestate apertamente , è da sempre disponibile al confronto ed al rispetto delle diversità culturali, nello spirito di accoglienza e ospitalità . Con un tessuto sociale costituito, essenzialmente, nel , tempo, da agricoltori, artigiani, boscaioli e carbonai, attività quest’ ultima dove venivano richieste particolari competenze e perizie nella costruzione e conduzione delle carbonaie (ju catozzu) Tornimparte è nel territorio della conca aquilana con origini sabine testimoniate dalle molteplici iscrizioni, già catalogate dal grande archeologo Mommsen che dimorò in queste contrade per molto tempo, per la sua posizione di confine è da sempre collegato ai territori dei fierissimi popoli Equi, cioè l’attuale Cicolano, questa valle a noi confinante è terra di forti presenze francescane. Anche San Bernardino da Siena nel suo ultimo viaggio il 17 maggio del 1444 passò per Vigliano , Borgo San Silvestro , e Madonna della Strada, dirigendosi verso l’Aquila dove trovò la morte il giorno 20dello stesso mese. Tornimparte è situato in un ambiente montano che è risorsa insostituibile per lo sviluppo della comunità, dove sono molto forti e persistenti tradizioni ed aspetti folclorici di derivazione longobarda, come l’albero del maggio(ju calenne) . Le sue tradizioni democratiche e morali sono solide e da sempre hanno trovato fondamento nella lealtà, schiettezza e solidarietà, che sono emerse in alcuni momenti storici importanti per questa comunità, come in occasione della famosa assemblea del 1537 davanti la chiesa di san per la ripartizione della montagna fra i terzi, o come nella fase di unificazione con Rocca S. Stefano nel decennio francese. Tornimparte ha fatto parte del contado ami ternino partecipando alla fondazione della città dell’Aquila, con i pascoli della sua montagna “ gentile” ha contribuito al periodo d’oro del quattrocento aquilano, i nostri magnifici affreschi di Saturnino Gatti e di Francesco da Montereale ne sono una felicissima testimonianza. Questo comune può menare vanto di aver dato i natali ad importanti personaggi storici, come Roberto di Castiglione vicario imperiale di Federico II° e signore del castello omonimo simbolo del ghibellinismo più intransigente, la stessa abbazia di Rocca Santo Stefano, era inserita nella rete abbaziale di Farfa , notoriamente schierata con gli imperatori . Personaggio molto importante fu Pietro Scotello che nel 1344 fu nominato dalla regina Giovanna I del Regno di Napoli suo cappellano e familiare. Altro personaggio di rilievo fu Antonio di Rocca S. Stefano il quale fu inviato dalla Camera dell’Aquila , dopo la vittoria sulle truppe di Braccio da Montone nel 1424 presso la regina Giovanna II per esprimere gratitudine e chiedere vantaggi per tutto il territorio aquilano, stremato dal lungo assedio braccesco. Dal Liber reformationum del Comune dell’Aquila vediamo come nella seconda metà del quattrocento i territori di Tornimparte e di Rocca S.Stefano seppero esprimere personaggi molto influenti alla guida delle Cinque Arti e della milizia. Anche Tornimparte e Rocca S.Stefano furono separati dalla città a seguito della repressione operata nel 1529 dagli spagnoli e dette terre furono assegnate rispettivamente ai capitani spagnoli Basurto e Rosales. Il capitano Basurto lasciò a Tornimparte alcune testimonianze come il palazzo baronale e la fontana detta Fontevecchia a Villagrande. Durante il decennio francese Tornimparte fu eretta a sede di Circondario. Durante i primi anni dell’unità d’Italia Tornimparte fu attraversata da opposte passioni , si fronteggiarono aspramente i lealisti del deposto Re borbonico, famosa diventò la banda capeggiata dal soldato baranese Giovanni Colaiuda, che si contrappose ai fautori del nuovo Stato unitario. Elevato fu il tributo di sangue di giovani tornimpartesi nei due conflitti mondiali e ad essi va il riconoscimento di tutta la popolazione per il loro estremo sacrificio in nome e in difesa della Patria e se oggi viviamo una piena e matura democrazia abbiamo anche il dovere di ringraziare coloro che con coraggio seppero combattere contro gli occupanti nazisti come i partigiani della banda della Duchessa comandata dal medico Luigi Marrone di Rocca Santo Stefano.
