{"id":2286,"date":"2020-08-15T12:23:33","date_gmt":"2020-08-15T10:23:33","guid":{"rendered":"http:\/\/demo.wpzoom.com\/indigo\/?p=2286"},"modified":"2020-08-24T22:11:22","modified_gmt":"2020-08-24T20:11:22","slug":"chiesa-di-santo-stefano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visittornimparte.it\/index.php\/2020\/08\/15\/chiesa-di-santo-stefano\/","title":{"rendered":"Chiesa di Santo Stefano"},"content":{"rendered":"<p>Il toponimo &#8220;Rocca S. Stefano&#8221; originariamente indicava un tratto di territorio che comprendeva sette piccoli centri abitati: Collecastagno, Collemarino, Forcelle, Madonna Della Strada, Piedi La Costa, Collefarelli e Caifano. Dal 1806 questo nome \u00e8 stato assunto soltanto dalla frazione che una volta si denominava Collecastagno. Fino a quella data, infatti, Rocca S. Stefano era un comune autonomo con tutte le sue ville. Di queste non conosciamo l&#8217;anno di fondazione, ma \u00e8 certo che nell&#8217;era precristiana qualcuna di esse gi\u00e0 esisteva. La prima notizia che si ha di questo sito \u00e8 sul Catalogus Baronum (posteriore al 1168) che descrive i feudi presenti sul territorio: \u00e8 infatti una lista di tutti i vassalli e i possedimenti compilata dai Normanni dopo la conquista del Meridione. Da questo elenco risulta che Tommaso da Preturo teneva in servizio Rocca Santo Stefano (cio\u00e8 che dal feudatario era stato concesso ad un altro, con l\u2019onere di un servizio da prestarsi allo stesso concedente) e che Gentile e Gualtieri di Poppleto tenevano direttamente dal re Rocca Santo Stefano in Amiterno. Nel 1178, in una bolla corografica della diocesi forconese con la quale papa Alessandro III confermava al vescovo di Forcona le chiese del comitato ad esso soggette, troviamo un elenco di castelli di pertinenza della diocesi tra cui Rocca Santo Stefano con le sue ville. Troviamo il toponimo di Rocca Santo Stefano anche nel Diploma di Carlo II D\u2019Angi\u00f2 del 1294, incluso tra i castelli fondatori della citt\u00e0 di L\u2019Aquila. I resti della rocca fortificata si trovano pi\u00f9 in alto, proseguendo il sentiero che costeggia la chiesa sulla sinistra. <br \/>La chiesa sorge nei pressi di uno snodo viario che gi\u00e0 in epoca romana vedeva l\u2019origine della Claudia Nova: una strada di grande importanza strategica ed economica per il territorio aquilano essendo un raccordo tra Roma e la Sabina (attraverso un ramo della Salaria) e il mare Adriatico. Nelle vicinanze passava anche la via Caecilia, fondamentale arteria di collegamento tra la Salaria &#8211; dunque Roma &#8211; e l\u2019Adriatico, attraverso Amiternum e il valico delle Capannelle. <img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5728 alignleft\" src=\"https:\/\/www.visit-tornimparte.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/20180527_104131-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.visittornimparte.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/20180527_104131-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.visittornimparte.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/20180527_104131-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.visittornimparte.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/20180527_104131-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.visittornimparte.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/20180527_104131-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/www.visittornimparte.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/20180527_104131-800x1067.jpg 800w, https:\/\/www.visittornimparte.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/20180527_104131-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><br \/>Abbandonata fin dagli anni \u201850 del \u2018900, prima del 2015 la chiesa era ridotta in rovina a seguito di terremoti e rifacimenti poco attenti. Oggi, completamente restaurata, appare spoglia. E\u2019 cos\u00ec possibile individuare alcune fasi di ricostruzione attraverso le molteplici tipologie di paramento murario che la compongono. <br \/>La prima fase della Chiesa \u00e8 databile con molta probabilit\u00e0 alla prima met\u00e0 del XII secolo. La facciata di conci squadrati a coronamento rettilineo con campanile a vela sulla sinistra risale al XIII secolo. Nella sua muratura, come all\u2019interno, sono rimessi in opera frammenti di decorazioni scultoree: due teste di ariete e tre epigrafi funerarie che attestano la presenza nelle immediate vicinanze di una necropoli di epoca romana (la zona era sede di importanti citt\u00e0 romane quali Foruli ed Amiterno). Nella lunetta del portale si scorgono i resti di un affresco. Il portico \u00e8 posteriore al terremoto del 1394. <br \/>L\u2019assetto originario dell\u2019edificio era a tre navate: quella centrale pi\u00f9 ampia divisa dalle da sei arcate su cinque supporti liberi (pilastri quadrati o colonne di reimpiego) e su due semipilastri inseriti nelle pareti dei lati brevi. L\u2019ampiezza delle navate laterali era quella che possiamo vedere oggi da quel che rimane dell\u2019arco di sinistra. L\u2019individuazione di un\u2019altra fase costruttiva nella prima met\u00e0 del XV secolo \u00e8 possibile grazie al confronto tra Santo Stefano e la vicina San Panfilo a Villagrande: questa fase prevede la sostituzione dell\u2019abside originario con uno di maggiore profondit\u00e0 (quello attuale) e l\u2019ampliamento della chiesa con un\u2019ulteriore navata laterale aggiunta al corpo principale, sul lato di destra. All\u2019interno, a destra dell\u2019ingresso, c\u2019\u00e8 una piccola cappella laterale residuo della navata aggiuntiva, che percorreva tutto l\u2019edificio. L\u2019abside centrato rispetto al corpo principale superstite \u00e8 chiuso e nella tamponatura, decentrata a sinistra, si apre una porta per accedervi. Dopo il recente restauro la chiesa \u00e8 stata coperta con un soffitto a capriata lignea e un tetto spiovente. Gli archi che dividevano la navata laterale destra dalla navata aggiuntiva, adesso individuabile solo per via della base del muro perimetrale, sono stati trasformati in finestroni.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il toponimo &#8220;Rocca S. Stefano&#8221; originariamente indicava un tratto di territorio che comprendeva sette piccoli centri abitati: Collecastagno, Collemarino, Forcelle, Madonna Della Strada, Piedi La Costa, Collefarelli e Caifano. 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